Sant’Antonio

Chiesa di Sant’Antonio

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Di origine antoniana, collocabile tra il XIII e il XIV secolo, il complesso della chiesa di Sant’Antonio Abate a seguito del declino dell’Ordine Antoniano nel 1447, fu ceduto alla comunità bagnaschese che nel 1568 la cedette all’Ordine dei Domenicani, che ne fecero la loro chiesa conventuale. Mancante, fino a un’epoca recente di facciata, vi si accedeva infatti tramite un vestibolo aperto in un edificio civile addossato al complesso religioso.  Solo nella seconda metà del XIX secolo, a seguito dei lavori di riqualificazione del rione mediante la demolizione di fabbricati fatiscenti, si riuscì a completare la chiesa con la maestosa facciata in stile neoclassico.   All’interno, a tre navate, emergono le colonne originarie, costituite da rocchi in pietra con capitello cubico.   Pregevoli le opere conservate all’interno: la settecentesca statua lignea della Madonna del Rosario in legno scolpito, da attribuirsi al maestro Giovanni Maragliano e la pala d’altare del pittore Raffaello de Rossi realizzata su tavola e racchiusa da una magnifica carpenteria lignea policroma e dorata. Nel timpano è raffigurato il Padre Pantocratore, mentre la tavola centrale è dedicata alla Compagnia della Sante Trinità; nella predella troviamo tre piccole tavolette raffiguranti S. Rocco, l’ultima cena e San Sebastiano.   L’altare maggiore è una splendida opera di gusto settecentesco: un’incisione situata su un pilastrino della mensa dà un’indicazione temporale precisa, F.ANG. FRAZZO MDCCLVII.   Sono stati utilizzati i preziosi marmi locali: Moncervetto e Nero di Ormea per la parte strutturale si riconoscono poi i Rosa di Nava, il Rosso di Casotto e l’Onice locale; gli ornati sono in marmo bianco di Garessio.  Più tardo e risalente al XIX secolo è il Fonte Battesimale che riporta gli stessi preziosi marmi locali.